Associazione Artisti Drama
Domenica 7 dicembre ore 18:00
Maria Grazia Mandruzzato
La madre
adattamento dal romanzo Lettere di una novizia di Guido Piovene
messa in scena e interpretazione di Maria Grazia Mandruzzato
drammaturgia Luca Scarlini
«Ognuno capisce se stesso solo quanto gli occorre […] La malafede è un’arte di non conoscersi, o meglio di regolare la conoscenza di noi stessi sul metro della convenienza».
Guido Piovene
Lettere di una novizia è il titolo dell’opera maggiore di Guido Piovene (1907-1974), scrittore vicentino. Il grande successo all’esordio (1941) fu accompagnato da molte critiche in ambito cattolico. La storia della novizia Margherita Passi, che dal convento cerca di convincere un prete della sua necessità di fuggire da un luogo che detesta, si svolge usando la convenzione della comunicazione epistolare, nello svelamento progressivo di una continua serie di doppi fondi, azioni sgradevoli, crudeli, fino al delitto, alla rovina. Maria Grazia Mandruzzato, nel ruolo della madre, racconta la vicenda guidata da un nodo d’odio e amore, nel ripercorrere le azioni della figlia, morta da poco in carcere, per una possibile resa dei conti. Sullo sfondo scorrono brani dalle musiche di Gian Francesco Malipiero.
Luca Scarlini
Maria Grazia Mandruzzato, inizia la sua attività artistica nel 1976. Da allora ha lavorato in molte produzioni teatrali italiane ed europee. Dal 1986 è con Thierry Salmon in diversi progetti-spettacolo tra cui Le Troiane (1989) e Des passions (1992).
Nel 1998 riceve il premio UBU come interpretazione particolarmente singolare di attrice non protagonista. Tra gli altri ha lavorato con Mario Martone, Andrea De Rosa, Raul Ruiz, Cristina Pezzoli, Elio de Capitani. Ultimi lavori: I demoni da F. Dostoiewskij regia di Peter Stein, Fahrenheit 451 per la regia di Luca Ronconi, varie letture-concerto da lei stessa curate e interpretate (Ildegarda di Bingen, Etty Hillesum, Le Mille e una notte. Da diversi anni svolge attività pedagogico-teatrali (Drama Teatri, DAMS-CIMES di Bologna, Scuola di teatro di Bologna A. Galante Garrone).